Cos'è l'edilizia bio-ecologica



Per edilizia bio-ecologica genericamente si intende un approccio alla costruzione che tenga conto degli aspetti ambientali dell’atto del costruire e delle sue conseguenze sulla salute degli abitanti. In realtà questi due aspetti sono inscindibili; tutte le scelte relative alla ristrutturazione o alla nuova costruzione di un edificio hanno comunque un impatto più o meno forte sull’ambiente esterno e sulle condizioni di salubrità dei locali chiusi.
L’attenzione all’ambiente deriva da una crescente consapevolezza delle insostenibili condizioni in cui versa il nostro pianeta, aggravate sempre più dalla mancanza di una corretta politica di sostenibilità: industrie, trasporti, riscaldamento generano emissioni inquinanti ormai evidenti agli occhi di tutti e di cui tutti cominciamo a sentire il peso in termini di vivibilità.
Ciò avviene in misura maggiore nelle grandi città, dove all’inquinamento dell’aria possiamo aggiungere quello acustico, che può portare con sé danni pari, se non superiori, alla salute degli abitanti.
Con l’avvento dell’industrializzazione e l’uso sempre più massiccio della chimica pesante nell’edilizia, sono stati creati materiali nuovi, non adeguatamente testati e di cui in breve tempo si è riconosciuta la tossicità per l’uomo.
Tali agenti inquinanti permangono poi soprattutto nelle nuove costruzioni, a causa della presenza di materiali poco traspiranti e impermeabili che costituiscono le murature perimetrali degli edifici. Anche i serramenti, divenuti sempre più a tenuta, sebbene garantiscano un notevole risparmio dal punto di vista energetico, contribuiscono all’ingenerarsi di tale fenomeno.
La casa non respira più e l’aria non può veicolare all’esterno il vapore acqueo prodotto a cui si potrebbero legare gli agenti inquinanti: si può quindi parlare di casa-sacchetto di plastica.
Gli inquinanti restano all’interno degli ambienti aumentando ogni volta che si opera il ricambio dell’aria, prelevando quella esterna; anche l’umidità dei locali non presenta quindi caratteri ottimi, con conseguenti malesseri e patologie più o meno gravi.
La scelta dei materiali isolanti e da costruzione appare di fondamentale importanza, in quanto influisce sull'ambiente e sulla salute degli abitanti.
I materiali comunemente usati oggi richiedono grandi consumi d'energia, esauriscono le risorse naturali e nella loro composizione è lasciato ampio spazio ad innumerevoli sostanze nocive.
Il consumo di energia primaria nella produzione è decisamente significativo nella valutazione ecologica dei materiali edili.
In effetti se la fabbricazione e lavorazione di una certa quantità coibentante consuma alla fine più energia di quanta ne venga risparmiata sulla spesa di riscaldamento, questo sarebbe un cattivo impiego delle nostre sempre più esigue riserve energetiche future.

Materiali tradizionali quali argilla, calce, pietra, fibre vegetali, sono tuttora abbondanti e le scorte di legname possono essere garantite o migliorate con la gestione equilibrata dello sfruttamento del bosco.
Questi materiali sono facilmente riciclabili, producono poco o nessun inquinamento e, una volta terminata la loro funzione edile, vengono riassorbiti nei cicli naturali dell'ambiente.
L'utilizzo di materiali naturali e di soluzioni tecniche volte ad una maggior qualità edilizia garantiscono basse spese di gestione e manutenzione, oltre a benefici in termini di salute.
Ciò che si deve sviluppare è una nuova etica del costruire che riconosca il fondamentale rapporto tra l'ambiente costruito e l'ambiente naturale.
Al raggiungimento di questo obiettivo tutti possono e devono partecipare; sia i committenti sia i progettisti sono in grado di cambiare il mercato attraverso scelte che rispettino i principi della vita.