Gli strumenti della bioedilizia



I materiali da utilizzare in una costruzione o ristrutturazione bio-edile devono garantire la soddisfazione di alcuni requisiti tra cui:

  • igroscopicità e traspirabilità;
  • antistaticità e ridotta conducibilità elettrica;
  • assenza di emissioni nocive in fase di produzione, posa, uso e smaltimento finale ;
  • buona resistenza al fuoco;
  • assenza di fumi nocivi e tossici in caso di incendio;
  • stabilità e durevolezza nel tempo;
  • inattaccabilità da muffe, insetti e roditori;
  • elasticità e resistenza a sbalzi di temperatura e umidità;
  • resistenza a sollecitazione chimica e meccanica;
  • assenza di radioattività;
  • elevata inerzia termica;
  • provenienza da risorse rinnovabili o riciclate;
  • reperibilità il più possibile in loco;
  • biodegradabilità o riciclabilità;
  • provenienza da processi produttivi il più possibile esenti da nocività per i lavoratori e di ridotto impatto ambientale;
  • facilità di applicazione, praticità e qualità collaudate;
  • gradevolezza al tatto, alla vista e all’olfatto.


Queste caratteristiche devono poter essere garantite e per questo sono nati, soprattutto all’estero ma ora anche in Italia, enti di certificazione in grado di valutare il singolo materiale nella sua complessità chimica e ambientale, oltre agli eventuali effetti che può produrre sulla salute umana.
I materiali diffusi sul mercato italiano sono quasi tutti certificati e come tali garantiti per tutti gli aspetti suddetti, anche se si può assistere a casi di autocertificazione interna delle aziende produttrici che comunque non ne pregiudica la qualità globale.
Va comunque segnalato che in alcuni paesi europei, dove la bioedilizia è nata e si è diffusa più rapidamente, non tutti gli interventi edili presentano caratteri di totale uniformità ai criteri sopra espressi. Si può parlare, quindi, di un maggiore o minore grado di ecologicità di un intervento costruttivo: ciò non toglie nulla al fatto che, per potersi diffondere, sono benvenuti, anche in una realtà ancora agli inizi come quella italiana, esempi di interventi di costruzione o recupero, anche parziali, con l’utilizzo soltanto di alcuni materiali o tecniche costruttive bioecologiche.